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    Contents
  1. Testi e Copioni Teatrali Comici - Commedie Musicali Brillanti
  2. Per ragazzi
  3. COpioni gratis sul Natale per bambini di oreste de santis - - Teatro per bambini
  4. Cerca il tuo copione preferito

Per scaricare il copione, clicca con il tasto destro del mouse su scarica e seleziona . MUSICAL I copioni di commedie musicali sono raccolti in questa sezione. Altre sezioni: autori, musical, ragazzi, napoli, novità, lingua straniera, monologhi Per scaricare il copione, clicca con il tasto destro del mouse su scarica e. Trova, leggi e scarica i migliori copioni del mondo dello spettacolo. Tutto gratuitamente, potrai selezionare i testi che preferisci dividendoli per. Il sito più completo per la ricerca di copioni teatrali. Qui puoi trovare un vasto database di testi teatrali e fare la ricerca filtrando per autore, genere teatrale e. "Ma, però" non si dice · LUCHINO Adriana · Per ragazzi · A Christmas carol · RONCHINI Alessandro · Per ragazzi · A Christmas carol · DICKENS Charles.

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Lo spettacolo originale è stato riadattato e reso fruibile anche per bambini e ragazzi per una durata complessiva di circa 75 minuti. Perchè realizzare un Musical su don Pino Puglisi? Alcune frasi celebri di padre Pino Puglisi.

Padre Pino Puglisi Il Musical. Per ricevere assistenza o per info chiama al Palermo, Piazzale Anita Garibaldi, quartiere Brancaccio… è il 15 settembre La notizia del suo barbaro omicidio fa il giro della città di Palermo e che tutta piange un uomo e un prete giusto e amato da tutti.

La sceneggiatura tiene conto di tante parole e riflessioni di don Puglisi e di tanti fatti e aneddoti raccontati dai testimoni privilegiati. Testi di Piero Castellacci e Giuseppe Calderone. Musiche di Michele Paulicelli e Giuseppe Calderone.

Quest'ultimo riesce a strappare un invito a cena dalla ragazza e anche ad offrirle la medicina, pur non avendo un soldo in tasca come confessa al farmacista dopo che la cameriera si è allontanata.

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Nel frattempo il medico si è addormentato in poltrona. Don Saverio procede all'estrazione nel retrobottega, quindi viene richiamato da Teodoro che vuole andare a pranzo e cerca le sue cartine di arsenico. La difesa del farmacista, " Ma forse mugliérema è morta? Gaetano Piscopo, impiegato di modeste condizioni economiche ha due figlie, Margherita e Maria che, con grande preoccupazione del padre, non si sono ancora sposate. La festa organizzata in casa permette alle ragazze di conoscere due spasimanti, Arturo e Vincenzo.

Ma il finale è a lieto fine e, soprassedendo alle loro pecche fisiche, le giovani sposeranno i due ragazzi. Gli confesserà di avere tre figli, che non la conoscono come propria madre, che ha cresciuto sottraendo a Domenico piccole somme: uno dei tre è figlio di Domenico stesso. Quindi, se don Mimi vuole essere padre di suo figlio lo dovrà essere per tutti e tre indistintamente.

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Tanto più che egli si presenta come geniale inventore di strambi ritrovati, i cui disegni "tecnici" sono affidati a un inquilino della casa, sempre in arretrato con la pigione: uno scalcinato maestro di disegno, amico e stimatore delle croste che dipinge la sorella zitella, con pretese artistiche, di Gennaro. I due si ritrovano sulla terrazza con il presunto ingegnere, in realtà un semplice rappresentante di commercio, che più che interessarsi ai disegni tecnici apprezza la figura della ragazza affacciata alla finestra che continua il gioco del corteggiamento con Gennaro sino a spingersi ad invitarlo a baciarla.

A questo spettacolo cui si trova casualmente ad assistere Concetta, con alle costole l'affamato Tommasino, reagisce violentemente prendendosela con la maestrina, dandole della poco di buono, e con il marito chiamandolo "vecchio vizioso".

Gennaro, svergognato di fronte ai presenti, e offeso per quello che voleva far passare per uno scherzo innocente, abbandona il tetto coniugale per farla finita con una vita di incomprensioni. I due che hanno spinto Gennaro allo scherzo ora si sentono in colpa e riportano con la forza sulla terrazza il marito; abbigliandolo con oggetti di fortuna lo presentano alla moglie come un giovanotto di primo pelo, non più Gennaro, Gennareniello. Di fronte alla visione del marito sconsolato e umiliato dalla presa in giro dei due, Concetta reagisce con violenza cacciandoli e difendendo la dignità del suo uomo.

Nella quotidianità di un vecchio mercato di Palermo, torna Giovanni. A seguito di alcuni tragici eventi, scopre sia il padre che tutti i commercianti, sono vittime di camorristi che chiedono loro il pizzo. Giovanni, in tutti i modi cerca di distoglierli da questa cruda realtà e ribellarsi, ognuno per paura si tira indietro.

Giovanni, inizia a dare fastidio ai camorristi, fino a che venne a parlargli di persona Don Ciccio, il boss. Nonostante lui cercasse di convincerlo a farsi da parte, Giovanni si ostina a continuare la sua lotta. Poi, subentra un piccolino che avanza verso il boss e guardandolo negli occhi, impone con forza la sua vittoria sulla mafia. Sul palco ci sono un paio di alberi, molte foglie a terra. Entrano un uomo anziano e una giovane donna, sono vesiti da clown.

Parrucca, scarpe enormi, pantaloni a quadri e naso rosso. Arredamento di un salotto borghese. Tappeti appesi alle pareti, un armadio a due ante sulla sinistra, una porta aperta sul lato destro, un quadro sul lato sinistro e delle sedie qua e là. Poco distante, su di un tavolo è appoggiata la sagoma di una testa. Ad un tratto si alzano le luci, la semplice sagoma è una testa vera e propria che si guarda intorno con aria minacciosa.

Una situazione facile da riscontrare nella realtà quotidiana che grazie alla sconsideratezza del vecchio genitore assume toni oltremodo comici e densi di equivoci.

Figlia in crisi matrimoniale e lui stesso nel cappio di un intreccio amoroso, convinto di poter risolvere i problemi dei suoi cari intesse un canovaccio in cui sprofonda sempre più a causa di un imprevedibile susseguirsi di situazioni.

Una povera casa di due stanze. Quella che vediamo è la più misera, anche perché presenta l'inconveniente grave di non poter contare sul disimpegno assoluto di essa, per via della porta d'ingresso che da sulle scale, e che si trova in fondo a sinistra.

In alto, sulla stessa parete, notiamo tutto quanto serve di solito ad arricchire un muro sovrastante una testata di un letto matrimoniale: fotografie stinte, la palma benedetta, la rituale candela istoriata, una brutta immagine sacra un Cristo dipinto male o una Madonna e un ritratto-ingrandimento ovale in cornice raffigurante un massiccio uomo sulla sessantina; il padrone di casa.

Alla parete di sinistra, un mobile armadio e qualche sedia; a quella di destra una piccola porta che da nell'altra stanza. È sera. In primo piano a destra, infreddolita e stanca, sprofondata in una traballante poltrona imbottita, ravvolta in uno scialle nero, spettinata e con gli occhi istupiditi e cerchiati di rosso, vediamo Amalia, denutrita figura di donna sui cinquant'anni; la recentissima vedova di Gennaro Acampora, operaio manovale della Compagnia del Gas; quello che schizza salute dall'ovale in cornice.

A sinistra, sinceramente addolorati, siedono l'uno accanto all'altro due colleghi del defunto: Alfredo e Giovannino. Lunga pausa. Rompe il silenzio qualche lamento rassegnato di Amalia misto a parole incomprensibili. Gaetano, confessa ai suoi genitori, la propria omosessualità, creando un dramma familiare. Compare Antonio, arrivato in paese per la sua candidatura politica, tranquillizza la famiglia sulle scelte del figlio. Nel corso del comizio, il popolo, reclama contro i politici, il loro disappunto.

Le pareti verde scuro, scorticate e con qualche buco. Due miseri mobili, sui quali, vi si trovano candele spente. Qualche quadretto di santi. Tavolo, sedie antiche. Lato sinistro, porta che conduce fuori casa. Lato destro, porta che conduce in casa. Gaetano entra da destra. Si ferma al centro.

Come se parlasse coi genitori. Alla scrivania è seduto Carlo, quarantenne direttore di una importante impresa edile. La scrivania è molto ingombrante, ma molto ordinata. Alle pareti sono appese alcune foto raffiguranti inaugurazioni di imponenti edifici e ritagli di giornale incorniciati. Al principiare della vicenda, Carlo è impegnato a leggere e firmare alcuni documenti.

In quel momento entra la segretaria di Carlo. Un Raffaele Caianiello inedito in questa commedia che lascia fuori dal copione le gag ed i doppi sensi per dare spazio ad una trama lineare, pulita, la cui finalità è ridare il giusto valore al Natale. Un signor Portella usuraio implacabile, indurito da esperienze pregresse che perde la sua infanzia a seguito di una disgrazia e vive solo in funzione del denaro.

Accumulare denaro, senza sconti, è lo scopo della sua esistenza. Non una ma tante le battute che si possono evidenziare in questo testo pieno di sentimenti e di sensibilità.

I due messi natalizi si travestono da funzionari bancari per mettere a segno il loro colpo gobbo, da giornaliste, da preti, ed è in queste vesti che si hanno pagine che trasudano sentimenti, scontri tra la fede e la materialità.

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Botte e risposte agli antipodi che mettono a nudo due modi distinti ed opposti di pensare e di intendere la vita. La scena si divide a metà. Tavolo con sedie in legno, mobiletti e pensili da cucina. Tutto estremamente ordinato.

Una porta in legno sul fondale. Un letto al centro della stanza. Leonardo, di circa dieci anni più grande, è seduto sul letto. Leonardo è molto nervoso. La realtà è che, anche al più cattivo dei cattivi, serve un amico. O un nemico, dipende dai punti di vista. Questo spettacolo è stato scritto per poter essere interpretato da un esercito di piccoli pirati ed applaudito da un pubblico di giovanissimi.

Rita finge di prostituirsi, attraendo i potenziali clienti facendo abluzioni in sottoveste dalla finestra che dà sul vicolo. Stabilita la cifra I quattro sono arrivati ad accumulare circa All'inizio l'uomo rimane terrorizzato dalla presenza del morto ma, scoperto il trucco, decide di stare al gioco: infatti insiste nel voler avere un rapporto con Rita, mettendola in crisi, e aumentando la cifra fino ad arrivare a Fallito anche lo stratagemma del cilindro, Rodolfo, spaventatissimo dall'eventualità di un cedimento della moglie, si rialza per spiegare tutta la situazione ad Attilio.

Attilio ed Emilia sono due neo sposini che si amano alla follia nonostante l'estrema povertà nella quale vessano. Alla loro relazione fa da contraltare quella di Domenico e Sofia, proprietari della loro casa, che vivono litigando continuamente. Arriva Natale e i due giovani non hanno di che comperare regali l'un per l'altra. Emilia decide di tagliarsi i capelli per comprare ad Attilio una catena per la sua cipolla mentre il marito vende proprio l'orologio per comprarle dei pettinini, ormai inutili.

Nino e in continuo litigio con Carmela, la moglie, che gli vieta di giocare al lotto. Dopo la morte del genitore, Nino continuerà a giocare, facendo debiti. La situazione degenera, al punto che, si ritroverà solo. Nel momento della sofferenza, riscopre i valori familiari, e proprio in quell'istante, il caso vuole che, si stacchi dalla parete un quadro, là dove va a capitare che… la scena, una normale stanza di casa con tavolo e sedie, lato destro.

Un mobile, di sopra, una radio antica, ed una sveglia. Al centro della parete, un orologio ed un quadro con foto bianco e nero di donna matura.

A sinistra, una finestra e porta che conduce fuori casa. A destra, porta che conduce in casa. Al centro un letto, su di esso vi dormono Carmela e Nino in pigiama, coperti da un piccolo lenzuolo.

Parete a sx: porta in basso che da in cucina, mobile con specchiera, quadri.

Parete centrale uscita laterale sulla destra verso camere interne , mobiletto basso con diversi portacandele. Parete sinistra- piccolo tavolinetto con portacandele e uscita. Divano, mobile e televisore, alcune vetrine con liquori e bicchieri.

Entra Joe con un grosso pacco dalla forma quadrata e dallo spessore relativamente sottile. Prima la serva di casa Immacolata e poi Geraldina, la minore dei figli di don Antonio Barracano ciabattando, tra sbadigli e stiramenti di membra, comincia a mettere in opera uno strano allestimento. Unisce tavoli, li copre con dei lenzuoli bianchi, porta delle forti luci: insomma, sta preparando una sorta di tavolo operatorio casalingo.

Il direttore di un circo, chiede al sindaco di portare il suo spettacolo nella sua cittadina. Il tutto è disturbato, nel frattempo, dalla presenza di due ladri. Don Annibale Pistacchio, speziale di Bergamo, sta festeggiando in compagnia di parenti, il suo matrimonio con Serafina, giovane molto più di lui. A far da paciere, niente meno che Dio.

Quattro amiche sono protagoniste di divertenti e spassosi equivoci sulla fine del mondo del 21 dicembre del Il disperato desiderio di morire di Marcella viene apparentemente sostenuto da parenti e amici che in un modo o nell'altro"facilitano" i suoi tentavi. Stanca di tutti i tentavi di suicidio andati a vuoto, prende un analgesico e si addormenta sul divano. Non sentendo rumore tutti i personaggi entrano in scena e quando vedono distesa Marcella, pensano sia morta davvero.

La felicità dura ben poco perché arriva il parroco e Morale: i nostri sbagli e le nostre sofferenze ci dovrebbero aiutare a crescere e a maturare e non dovremmo arrenderci mai perché la vita ci riserva sempre tante sorprese. Il solito sabato rovinato dalla visita dei parenti. All'improvviso Emma ha un'idea brillante che costringerà tutti a vivere un sabato decisamente particolare.

In effetti i fraintendimenti saranno molteplici e impensabile la conclusione. Le sorelle Pina e Mina, amiche di Gina e Rina, entrano in casa portando con sé due buste trovate nella posta delle secode due e tutte e quattro scoprono che si tratta del censimento.

Non sapendo cosa sia un censimento, le donne pensano che il governo voglia censire i loro indumenti intimi ed altro. Ritornano parroco e ciclista e gli equivoci si chiariscono. Rina, stanca di sua sorella, mette in atto un piano grazie al censimento con il quale spera di disfarsi di lei, in quanto il censimento dice che Divertenti e spassosi equivoci a non finire.

Ma compiacere le opinioni di tutti è sempre impossibile. Un Commissario di Polizia , finito suo malgrado a svolgere servizio in un piccolo paesino di provincia dove non succede mai nulla, si trova ad indagare sopra due casi stranamente collegati. La soluzione di questo avverrà Adelina sembra sparita nel nulla e in casa sua vengono trovate aaddirittura delle tracce di sangue; Maddalena denuncia la scomparsa di Gloria; il cavalier Occhipinti denuncia la scomparsa del suo antico manoscritto del Chi per un motivo, chi per un altro, tutti i familiari e tutti i frequentatori della famiglia Occhipinti risultano essere i colpevoli di questi fatti, ma La verità è semplicemente davanti a te, basta solo guardarla.

Un Pronto Soccorso vuoto e un medico con la sua infermiera complici nel disperato tentativo di reclutare pazienti inconsapevoli di esserlo. Nel frattempo vengono ricoverate due sorelle, convinte di affidare la propria salute, oltre che al medico, anche ai propri cari. Siamo in un Pronto Soccorso alquanto anomale perchè non risultano pazienti in attesa e nemmeno pazienti ricoverati nella struttura ospedaliera. Avrà ragione Maria perchè i figli di Carolina sono solo interessati al suo denaro e fanno in modo che Morale: fidarsi è bene, non fidarsi, talvolta, è meglio.

A causa di una festa istituita dalla maestra, Gina, deve presentarsi a scuola con la nipote. Non sapendo cosa l'aspetta è preoccupata che le si facciano domande inerenti la cultura scolastica.

La sorella e l'amica l'aiuteranno. Dall'omonimo racconto di Charles Perrault. Una giornalista affermata, si rende conto, ad un certo punto della sua vita, di non avere mai avuto una famiglia. Deciderà allora di affittarla nonostante la sua indipendenza.

Teresina invece, sorella di Guglielmo, confida ai due che quando lei sarà in paradiso le ultime persone che vorrà vedere saranno proprio i suoi cari perchè li avrà già visti troppo in vita. Vorrà vedere invece le persone famose della tv, ormai defunte, di cui è sempre stata ammiratrice.

Teresina riesce a convincere di questo desiderio anche Guglielmo e Palmiro, il fratello di Marcellina. Nel rientrare a casa propria, Teresina e Palmiro, rimangono vittime di un incidente stradale. Giunti in paradiso i quattro scoprono che li aspetta San Paolo e non San Pietro come tutta la gente comune crede. Morale: non credete a tutto quello che vi mostrano o vi dicono.

Un susseguirsi di equivoci e di malintesi che avvicinano mondi e culture diverse, e non solo, fino a riconoscersi assolutamente uguali.

Sabato, siamo alla stazione. Rimpiange il suo vecchio e routinario lavoro di capotreno. Ma un sabato tutto è cambiato, Torquato ricerca i soliti passeggeri ma non li trova. Ma la vita riserva sempre incredibili sorprese. Libera rielaborazione al femminile de "Il malato immaginario" di Moliere. In Dialetto Bergamasco. Con la collaborazione di.

Per ragazzi

Camillo Vittici. Commedia senza andamento a tema continuo, dove gli attori possono interpretare più ruoli. Due fratelli devono scrivere una commedia se vogliono aprire il testamento dello zio Beniamino. La cosa non sembra gradire molto ai due e, fra ricordi e altro, riusciranno a scriverla? Libero adattamento dell'omonima commedia di Carlo Goldoni.

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Versione anche con 8 personaggi da richiedere. Due eccentriche donne alle prese con due altrettanto singolari ex pretendenti vicini di casa. Le Opere, i Testi, i Copioni teatrali e quant'altro amiamo lasciare sulla carta, non nascono per caso, non prendono vita per un bizzarro gioco di prestigio, non sono frutto di una improvvisa insondabile ispirazione piovuta dall'eterno, non sono un regalo, ma sono frutto di un gratificante ma duro lavoro di cesello, proprio per questo Invitiamo vivamente ogni Amico Lettore, ad utilizzare i copioni teatrali che qui trova solo per uso personale.

Se invece hai intenzione di metterli in scena, inserirli in collezioni di testi on-line, utilizzarli a fini commerciali ecc Prima di un qualsiasi uso dei copioni teatrali che non sia la lettura personale, Ti consigliamo:. In pratica ogni autore pubblicando il suo testo sul nostro sito lo mette sotto gli occhi di molte persone, questo è un indubbio vantaggio alla sua diffusione. A voi il gusto di scoprire che cosa.

Una storia semplice, con personaggi, fortemente caratterizzati, con una struttura nella quale si innestano duetti comici che confermano ancora una volta la vocazione cabarettistica di Mario Dometti alla sua settima esperienza come autore di commedie in vernacolo.

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